Le PMI e le attività in genere, lentamente cominciano a comprendere l’importanza che riveste una gestione corretta del canale web.
C’è ancora tuttavia molta strada da fare .
Capita spesso che le pmi prima ti fanno fare il sito e solo successivamente ti chiedono di pensare ad una buona indicizzazione, ad un discorso di posizionamento ed eventualmente a tutte quelle azioni necessarie a dare visibilità al loro sito.
Questo discorso va completamente ribaltato. Prima si deve progettare una corretta comunicazione attraverso il sito e solo successivamente la tecnica, la grafica e tutto il resto dovrà essere al servizio del primo punto.
Magari si perdono tempi incredibili per decidere dettagli tecnici , particolari grafici, senza programmare a priori cosa si voglia ottenere dal sito, perdendo di vista lo scopo principale.
E’ semplicemente assurdo.
Questo succede perchè spesso il cliente non ha le idee chiare su cosa si possa ottenere dal sito. Ha le idee confuse sulle potenzialità di un progetto web.
Certamente è il consulente che deve fornire queste indicazioni, ma non è sempre semplice far passare delle informazioni che porteranno probabilmente il cliente a spendere di più in fase iniziale. Inoltre a volte il cliente ha la presunzione di sapere molto di web (internet è un po’ come il calcio, tutti sanno tutto)
La prima cosa su cui bisogna concentrarsi è : ‘a chi ci si vuol rivolgere‘ e la seconda è ‘cosa si vuol dire tramite il sito‘ . Da qui nasce un progetto di comunicazione che deve preliminarmente prevedere uno studio sul mercato, sulla concorrenza, sulle parole chiave più efficaci su cui puntare. In base al target si sceglierà il tipo di comunicazione da mettere in campo.
La scelta di un tipo di tecnologia piuttosto che un altra non è mai necessariamente sbagliata o giusta, dipende dal target.
Un altro punto importante e che spesso non si tiene in dovuta considerazione in fase di progetto è quante risorse è disposto a mettere in campo il cliente una volta che il sito è realizzato?
Oggi vanno per la maggiore i siti ingegnerizzati (con cms) in cui il cliente può aggiornare in modo autonomo i contenuti del sito .
In stile web 2 sovente i clienti chiedono blog , community , rss, video etc. etc. Ma prima di chiedere queste cose, si sono considerate le risorse necessarie per aggiornare con una certa frequenza i contenuti, per raccogliere informazioni dal sito etc. ?? Non sempre all’atto pratico analizzando costi/benefici si ha un’effettiva convenienza.
Non sempre avere questi plus è la scelta giusta.
Decidere per es. se un sito debba non solo propagare un’idea o pubblicizzare dei prodotti ma voglia ottenere anche informazioni dall’esterno verso l’interno (importantissime per avere dei feed-back) dipende dalle risorse a disposizione.
Tutto questo va analizzato inizialmente e porta alla decisione sul tipo e sul modo di progettare un sito.
Le eventuali campagne pubblicitarie vanno pensate prima in modo da progettare pagine adeguate di atterraggio che possano ottenere davvero risultati dal sito. Ma anche qui dipende dal cliente e dai propositi.
I Grandi marchi per esempio saranno più interessati ad un pay per impression mentre chi vuole ottenere risultati subito (vendita di un prodotto, form da compilare etc.) punterà sicuramente su un pay per click .
Fatte queste sintetiche premesse , vorrei far passare l’idea che nella realizzazione di un sito la cosa più importante è l’aspetto comunicativo e di marketing. Tutto il resto deve asservire allo scopo principe che è quello di ottenere risultati concreti dal sito. Il sito come strumento davvero importante per un’azienda.
Molto spesso invece si affronta un progetto web ribaltando le priorità, affrontando con superficialità certi aspetti che invece sono fondamentali e quindi non capendo che cosi facendo il risultato finale non potrà certamente essere un successo.



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